Palazzo Ferrero “entra in rete”: nasce il polo culturale del Piazzo

 

Cultura e formazione sono gli elementi cardine di «Miscele culturali», il progetto di gestione di Palazzo Ferrero, presentato ieri durante la firma del contratto con il Comune di Biella (un accordo di tre anni, rinnovabile per altri tre). Il progetto si propone in primo luogo di abitare e far rivivere il palazzo, ma anche di creare un polo culturale, coinvolgendo coloro che operano in altri due importanti edifici del borgo storico del Piazzo: Palazzo La Marmora e Palazzo Gromo Losa. A rispondere al bando del Comune, che è proprietario dell’immobile, ma che non è in grado di supportare iniziative che possano valorizzarlo e farlo vivere, è stata una Ats (Associazione Temporanea di Scopo) composta da cinque realtà già attive sul territorio: l’Università Popolare Biellese (capofila del progetto), il centro studi Generazioni e Luoghi di Palazzo La Marmora, l’Accademia Perosi, l’associazione BiYoung e il consorzio Sociale Orizzonti. Ciascuna di queste anime porterà l’esperienza consolidata nel proprio ambito (formativo, culturale, musicale, sociale) con particolare attenzione nei confronti dei giovani, che saranno direttamente coinvolti nelle diverse attività. Altre nove realtà collaboreranno al progetto: Far Pensare, BiBox, Stilelibero, Associazione 015, Biella Jazz Club, Banda Verdi, Silvana Editore, Arc en Ciel e Local Project Consulting.

 SEDE GIÀ OPERATIVA

Palazzo Ferrero sarà subito operativo come sede espositiva. Sono già in programma mostre ed eventi (da «Città di terre» a «Selvatica») e l’intento di Fabrizio Lava è di dare una continuità ai diversi appuntamenti, con l’obiettivo di attrarre soprattutto visitatori da fuori provincia. Nei prossimi mesi si animeranno anche le sale, rimaste vuote per tanto tempo, perché sia l’Upb sia il Perosi, che hanno bisogno di spazio, trasferiranno lì vari laboratori e altre attività. Verrà presto attivata anche la Caffetteria. A sostenere il tutto saranno le risorse umane di questo team allargato e quelle economiche reperite tramite partecipazione ai bandi regionali ed europei, e degli istituti bancari.

Simona Romagnoli, La Stampa

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