Ospedale: i costi del non-fare

In continuità con il primo articolo pubblicato a fine dicembre e coerentemente con gli ultimi sviluppi attinenti alla vicenda, torniamo qui a parlare delle possibili future destinazioni per la struttura del vecchio ospedale. Il sondaggio da noi proposto, come già detto, non voleva essere altro se non il punto di partenza per un confronto puntuale e costruttivo sulla questione, finalizzato sia alla valutazione di possibili soluzioni, ma anche utile per portare all’attenzione dei più giovani l’evolversi di questa vicenda. Volendo così entrare maggiormente nel merito della questione abbiamo ritenuto utile cominciare a snocciolare qualche numero, per analizzare in maniera oggettiva la situazione attuale e le possibili soluzioni proposte.

La struttura del vecchio ospedale, costruita a inizio secolo scorso nel centro città, comprende un casermone di circa 70 mila metri quadrati, il cui valore pare essere stato stimato attorno ai 22 milioni; a questo valore risulta anche essere iscritta a bilancio dell’ASL, l’ente che (dietro finanziamento della Regione Piemonte), in quanto proprietario della struttura, sopporta i costi da questa derivanti.

Che si decida o meno di fare qualcosa, eccoci arrivati all’unica certezza: i costi. Solamente la messa in sicurezza della struttura e la vigilanza sono già costate 100.000 Euro, mentre per demolirlo sarebbero necessari almeno 5 milioni, senza però considerare il costo di costruzione e mantenimento di un’eventuale nuova costruzione.

Allo stesso tempo, considerando il contesto economico, è difficile pensare che il tentativo di vendere l’intera struttura a un unico acquirente possa andare a buon fine. Già per i vecchi ospedali di Borgosesia, Novara e Asti si è tentata questa soluzione, ma a distanza di anni e dopo una serie di aste andate deserte le strutture sono rimaste invendute.

Appare così chiaro che difficilmente quindi si potrà ricorrere a un’unica soluzione per l’intera struttura, in particolare considerando le dimensione della stessa e la difficoltà nel reperire le fonti di finanziamento necessarie per realizzare un qualsivoglia progetto.

Un primo passo sembrava inizialmente essere stato compiuto recentemente, con l’ipotesi, avanzata dalla Provincia, riguardante la possibilità di trasformare una piccola porzione dell’ex ospedale nella nuova la nuova sede dell’Alberghiero cittadino. L’idea era quella di ristrutturare la palazzina degli uffici per farne così una nuova sede della scuola alberghiera, questa volta però dotata di cucina; aspetto di non poco conto considerato che oggi gli allievi sono costretti a lunghe e dispendiose trasferte nella struttura di Trivero.

Sicuramente questa sarebbe stata solo una soluzione parziale a un problema più grosso, ma che comunque avrebbe potuto rappresentare un buon primo passo per un’opera di riqualificazione della struttura che, coerentemente con le risorse disponibili, avrebbe potuto realizzarsi in più tranches.

La proposta, purtroppo, è stata bocciata dalla Regione, che intenderebbe vendere l’intera struttura ad un unico acquirente. Soluzione che, tenendo a mente le considerazioni fatte sopra, appare chiaramente destinata a fallire.

Altre proposte erano e sono state avanzate, tra cui quella vincitrice del concorso indetto dalla precedente amministrazione che proponeva di trasformare l’intera struttura in un polo del lusso. Soluzione che però non sembra aver avuto seguito né con le amministrazioni del territorio né con le aziende che avrebbero dovuto essere interessate a partecipare al progetto.

Il nostro auspicio è quello che non si ripetano gli errori del passato, perché sarebbe vergognoso vedere questa struttura tra qualche decina di anni ancora inutilizzata e fatiscente.

Come BI young ci proponiamo ora di analizzare meglio la reale fattibilità e l’effettiva utilità della proposta avanzata dalla Provincia, al fine eventuale anche di sostenerla, consapevoli che difficilmente il tentativo di vendere l’intera struttura in un’unica soluzione andrà a buon fine.

Stefano Sanna, BI young

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Università, arrivederci al 2016

Domenica 8 febbraio BI young ha spento la sua prima candelina. E non c’è stato regalo più azzeccato, da parte vostra, che regalarci la vostra partecipazione e il vostro entusiasmo anche per un evento serio come quello indirizzato ai giovani che sono chiamati a compiere importanti scelte di vita. Eppure eccovi lì, in 1.129, tutti con il sorriso e con la positività che vi hanno sempre contraddistinti, in coda davanti agli stand universitari in attesa di apprendere qualche nozione interessante per approntarvi ad una scelta che – lo vogliate o meno – condizionerà il vostro futuro da adulti.

Come qualcuno l’ha chiamata, la nostra “Fiera per diventare grandi” si è dimostrata un’idea vincente anche alla sua seconda edizione. BI young è riuscita a risolvere alcune criticità (che eppure ci sono state) presenti nella prima edizione, offrendo quest’anno un evento migliorato sotto diversi aspetti (si pensi al Salone del Lavoro o alla Sala degli Universitari). E tali migliorie sono state apprezzate dagli studenti, il cui 98,5% si è definito “pienamente soddisfatto” in un nostro sondaggio effettuato su un campione di 66 intervistati. Plebiscito (100,00% degli intervistati) rispetto alla domanda “Ritieni che sia giusto organizzare altre edizioni in futuro?”. Cari ragazzi, vi promettiamo che noi ci saremo, e il potervi accompagnare verso il mondo dei “grandi” è per noi considerato un onore da cui non possiamo prescindere.

Ci rifaremo quindi alle parole del Tenente Colonnello in servizio presso lo stand di Esercito Italiano, presente tra gli altri sabato 7 febbraio a Città Studi: “giovanotti, io svolgo questo mestiere (come inviato presso le fiere di orientamento, ndr) da una ventina di anni, e non ho mai visto nulla di simile. Giovani che organizzano un evento utile per altri giovani, vi fa onore. Arrivederci al prossimo anno”.

Certo, per quanto ci riguarda nessuno di noi ha più di ventitré anni, nessuno svolge il mestiere di inviato per le università e tantomeno abbiamo arruolati nell’esercito, ma le sue parole sono per BI young motivo di grande orgoglio, che desideriamo condividere (qui inteso diversamente dal “condividi” su YouTube o Facebook, ma nel vero e più genuino senso del termine) con voi tutti.

Nella speranza che attraverso il nostro evento sia possibile effettuare una scelta di vita saggia e coscienziosa, basata sulle informazioni di chi l’università (o il lavoro) la vive, non ci resta che darci appuntamento al 2016, con la terza edizione di “It’s my life – Giornata di orientamento universitario e professionale”.

Matteo Negro, BI young

(Photo credits © Chiara Bagiotti)

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Orientamento universitario 2014

“It’s my life”

Il prossimo 8 febbraio BI young spegnerà la sua prima candelina, e per tutti noi è una grande emozione poter celebrare tale avvenimento attraverso l’organizzazione della seconda edizione del nostro ormai consueto evento “It’s my life – Giornata di orientamento universitario”, che quest’anno si terrà il giorno sabato 7 febbraio, dalle ore 10 alle ore 19, nell’area congressi di Città Studi in c.so G. Pella 2/b, a Biella.

Il nostro impegno nei confronti degli studenti di quarta e quinta superiore è rinnovato anche quest’anno attraverso il salone di orientamento universitario: sono state contattate ben 22 università (delle quali hanno confermato il loro supporto in 20) provenienti da tutta l’Italia settentrionale, in modo da fornire ai liceali una buona approssimazione del panorama universitario del settentrione. Le regioni di provenienza, infatti, sono molte: dal nostro Piemonte, alle vicine Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, ed Emilia Romagna, ma sarà presente materiale proveniente anche dal Veneto e dal Trentino Alto Adige. Un’offerta a tutto tondo che risulta essere l’unica nel suo tipo in Piemonte, poiché non si limita a raccogliere le università piemontesi, ma si spinge oltre ai confini del nostro comprensorio.

Tuttavia, ci è sembrato ingiusto limitarci alla focalizzazione dei nostri sforzi solo nei confronti di chi intende proseguire gli studi. Infatti, quest’anno raddoppieremo la nostra offerta: attraverso la cooperazione con l’Informagiovani del Comune di Biella abbiamo organizzato, parallelamente all’orientamento universitario, una zona interamente dedicata ad alcune agenzie del lavoro che operano sul territorio locale e ad alcune aziende biellesi che rivolgono i loro sforzi soprattutto sui giovani che escono dalle scuole superiori oppure a coloro che, già in possesso di un diploma, intendono cercare lavoro all’interno della Provincia di Biella.

Oltre a questa, sono in programma tre altre novità degne di nota. Durante l’arco della giornata sono in programma due seminari, entrambi mirati specificatamente sui giovani. Più in dettaglio, essi avranno come focus la buona preparazione di un curriculum vitae (fondamentale, per presentarsi al mondo del lavoro) e il tema della c.d. “web reputation”, cioè da come ci presentiamo sulla rete a seconda di cosa postiamo. Entrambe le conferenze necessitano di iscrizione (seminario sulla presentazione al mondo del lavoro oppure Web Reputation).

Noi tutti speriamo in una sincera e genuina partecipazione da parte degli studenti al salone di orientamento universitario, ma il nostro invito non si limita ad essi: come già spiegato precedentemente, l’invito si estende a tutti coloro che cerchino informazioni sulle università dell’Italia settentrionale, che siano in cerca di lavoro all’interno del Biellese, oppure a cui interessi partecipare alle nostre conferenze e seminari.

BI young, a distanza di un anno dalla sua creazione, è ancora saldamente radicata sui valori che ne costituiscono il fondamento: cioè che l’istruzione sia al primo posto, e che ad essa siano corredati valori quali la buona informazione e le paritetiche possibilità per tutti. Siamo fermamente convinti che con il nostro impegno – e la vostra partecipazione – sia realmente possibile raggiungere tali obiettivi, che due anni fa sembravano così lontani, ma che ora sono alla portata di mano di tutti.

Matteo Negro, BI young

News: clicca qui per l’evento con i dettagli su Facebook.

(Photo credits © La Stampa)

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Iniziamo il 2015

L’anno 2014 per me è stato molto importante per svariati motivi. Uno di essi è stato il fondare BI young. Incontrai Lorenzo e Stefano ad una riunione politica, ma quella è un’altra storia per un altro momento. Io ero solito fare interventi e mi stupii subito nel vedere che vi erano altri due giovani ragazzi interessati e interessanti. Se ricordo bene parlammo di Città Studi e della grande occasione che rappresenta per Biella.

Dopo la riunione Lorenzo si avvicinò a me e mi chiese se ero interessato a provare a fare qualcosa di nuovo e giovane. All’inizio devo ammettere che ero un attimo diffidente. Non lo conoscevo, avevo solo qualche ricordo di lui che mi appariva sulla bacheca di Facebook taggato in qualche festa studentesca. Con Stefano avevo qualche conoscenza in comune. Quindi era un salto nel buio.

Decisi di fidarmi.

Ci trovammo una mattina a Novembre 2013. Eravamo in sei. Sei giovani volenterosi. Le ragazze sarebbero venute dopo. Iniziammo a incontrarci ogni sabato e a parlare, organizzare. Immaginare un futuro per Biella in cui noi giovani giocassimo una parte importante. Nessuno di noi intendeva e intende chiudersi nella valle e tentare di cambiare il mondo da soli. “Andremo, esploreremo, impareremo e torneremo”…”Ma finchè siamo qui, mettiamoci al lavoro”.

Venne il momento di costituirsi come associazione per il nostro primo evento “It’s my life” che vedrà il sette febbraio la sua seconda edizione. Il resto, che dire, è abbastanza storia.

Come ogni persona della mia età sono in quella fase della vita in cui mi sto preparando per fare qualcosa “da grande” ma ho ben chiaro cosa fare qui ed ora. Una certezza è che faccio parte di BI young e intendo continuare a farne parte. Siamo una associazione di giovani che intende cambiare Biella. Un obbiettivo arrogante e sprezzante del periodo storico che ci troviamo a vivere. Ne siamo consapevoli e portiamo alta questa consapevolezza.

BI young mi permette di avere un impatto che da solo non avrei. Le ragazze e i ragazzi di BiYoung sono persone diverse, eterogenee che però ci tengono a questo spazio sulla terra. Il tempo che ci è concesso è giusto che venga impiegato anche nel darsi all’altro e noi ci stiamo provando. Noi vogliamo persone che ci credano, ne abbiamo bisogno.

In conclusione vorrei citare una storia. Alex era una bambina americana. Ammalata di cancro fin dal suo primo anno di vita, a quattro anni decise di fare una di quelle attività che vediamo sempre nei telefilm: aprire un “Lemonade Stand”. Solo che i proventi sarebbero andati al suo ospedale. Il primo giorno raccolse $2000. Nel giro di 3 anni la notizia fece il giro degli Stati Uniti, e arrivò a raccogliere più di un milione di $ per la ricerca contro il cancro. Purtroppo a 8 anni lasciò la terra, certa di aver lasciato un segno importante. La sua associazione (http://www.alexslemonade.org/about/meet-alex) è operativa ancora oggi.

Non importa quanto tempo ci viene concesso. Se vogliamo possiamo fare la differenza. BI young ha bisogno di tutti. Da un semplice like alla pagina all’entrare e diventare parte del cambiamento. Noi ci siamo, e voi?

Luca Nobili, BI young

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Opportunità e futuro del vecchio ospedale

Si avvicina il primo compleanno per la nostra associazione e, molto soddisfatti di questo nostro primo anno di attività, noi di BI young abbiamo deciso di scommettere di più sul nostro futuro. Abbiamo scelto di crescere e cominciare ad occuparci di problematiche che, pur riguardando sempre da vicino il nostro territorio, vedono coinvolta l’intera comunità, con l’intento di offrire in ogni caso un contributo giovane, informato e consapevole. L’obiettivo di questa scelta è duplice, perché se, come detto sopra, il primo proposito rimane quello di “dare una mano”, collaterale e non di minore importanza diventa avvicinare sempre più giovani studenti alla vita civica del biellese, facendoli sentire parte in causa e, quando possibile, qualora volessero, anche diretti protagonisti.

Così, come sempre armati di entusiasmo e buona volontà, la prima questione che abbiamo deciso di prendere in considerazione è quella riguardante la futura destinazione della struttura che fino a pochi mesi fa ospitava il vecchio ospedale. La nostra iniziativa si è strutturata in due momenti: partendo inizialmente dalla raccolta delle singole possibili soluzioni proposte dai chi ci segue, per poi arrivare all’istituzione di un sondaggio sempre promuovendo la nostra attività attraverso la pagina sociale di Facebook e attraverso i profili personali dei membri della nostra associazione. Il risultato, ancora una volta, è stato superiore alle nostre attese, oltre 500 persone hanno risposto in pochi giorni e, seppur trattandosi di un campione ridotto, sia numericamente che in quanto a competenze specifiche nell’ambito dell’urbanistica, vogliamo considerare significative le indicazioni a noi pervenute.

I risultati ottenuti, che riportiamo qui sotto con una tabella, danno per preferita l’ipotesi di destinare la vecchia struttura a uno centro polivalente che comprenda sale studio, aree destinabili ad attività commerciali, laboratori e spazi affittabili, coerentemente con le dimensioni non irrilevanti dell’intera struttura. Consenso sempre significativo hanno registrato le altre ipotesi che vanno dal destinare lo spazio per creazione di un’area verde, fino alla riconversione della struttura per la costituzione di un polo scolastico biellese.

Risultati emersi dal sondaggio ospedale

Risultati emersi dal sondaggio sul vecchio ospedale

I risultati derivanti da questa indagine statistica vogliono essere un primo passo per avviare sulle singole iniziative un percorso di confronto e di valutazione (che avverrà nei prossimi mesi) partecipato, consapevole e coerente con le esigenze del nostro territorio e con le iniziative che sono già state prese in considerazione dalle amministrazioni, affinché la struttura del vecchio ospedale non venga percepita come un problema irrisolvibile, ma piuttosto come un’opportunità.

Siamo consapevoli che ogni singola proposta, per essere considerata valida, non è sufficiente che venga votata in un sondaggio che ha visto coinvolte poco più di 500 persone, e che per queste quindi sia necessaria un’approfondita analisi di fattibilità unita a una puntuale valutazione circa la reale utilità, realizzabili anche attraverso il coinvolgimento di persone qualificate.

Non di ottimo auspicio è che di questa questione ci si ritrovi a parlare ancora oggi con “l’acqua alla gola”, e che nei decenni precedenti, nonostante il nuovo ospedale fosse già in costruzione, non siano state portate a termine iniziative concrete che già oggi così avrebbero offerto delle soluzioni già vagliate e attuabili. Il miglior augurio è quello che ci si muova in tempi utile e responsabilmente, cercando di dare una risposta concreta e rispondente alle esigenze della comunità biellese.

Queste parole vogliono testimoniare la volontà da parte nostra di creare un dialogo costruttivo con chi ritenga che il nostro contributo possa essere rilevante, siano essi istituzioni, scuole e università, imprese, cittadini e chiunque altro sia portatore di interesse nei confronti della vita del territorio biellese.

Infine, vogliamo mandare un particolare ringraziamento a tutti quelli che hanno partecipato, dedicando qualche minuto del proprio tempo al nostro sondaggio, approfittandone così per cogliere l’occasione e ricordagli di rimanere in contatto con noi così da poter portare avanti questo confronto su una questione che riteniamo molto rilevante per il territorio biellese e per la sua comunità.

Grazie a tutti voi, che fornendoci la motivazione necessaria per guardare lontano siete la forza di BI young. Ogni giorno siamo sempre più convinti che continuando questo percorso potremmo mirare a raggiungere obiettivi ambiziosi. Insieme.

Stefano Sanna, BI young

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